[Volontari] Lunghetto ma utile per il talk, credo.

giovanni a dimingo.com giovanni a dimingo.com
Mer 10 Ott 2007 14:46:47 CEST


L'ho letto tutto: ... illuminante !!!

Grazie, Gennaro.

Ciao,
Jo


----- Original Message -----
Da : "Gennaro Vigliotti" <Gennaro.Vigliotti a ducaweb.it>
A : <volontari a glugto.org>
Oggetto : [Volontari] Lunghetto ma utile per il talk, credo.
Data : Wed, 10 Oct 2007 13:02:58 +0100

> Lectio doctoralis di Richard Stallman
> 
> Software e innovazione: binomio inscidibile e libero    
> TalkBack
> 
> (Linuxdidattica.org) - Grazie a Linuxdidattica.org ecco il
> testo in italiano della «lectio doctoralis» che
Richard
> Stallman ha tenuto ricevendo la Laurea ad honorem in
> Ingegneria Informatica all'Università di Pavia, il 24
> Settembre 2007.
> 
> L'innovazone può creare ricchezza e, talvolta, questa
> ricchezza può portare una prosperità economica
diffusa,
> specialmente in assenza di un'economia neo-liberista che
> impedisca tale risultato.
> 
> Ma l'innovazione ha effetti molto più importanti della
> ricchezza o addirittura della prosperità economica: la
> democrazia è stata un'innovazione, il fascismo è stata
una
> innovazione. Oggi, in Italia, vediamo innovazione
> nell'incriminare i pescatori che hanno salvato alcuni
> naufraghi da morte certa: l'innovazione può influenzare
> direttamente la nostra libertà, che è più importante
di
> qualunque altra cosa. L'innovazione può influenzare la
> solidarietà sociale, in bene o in male.
> 
> Perciò, quando consideriamo il progresso tecnico
> nell'informatica o nel software, la domanda più
importante
> da porre è «Come tutto ciò influenza la nostra
libertà?
> Come influenza la nostra solidarietà sociale?». Da un
> punto di vista tecnico si tratta di progresso, ma è
> davvero progresso in termini sociali ed etici, o non si
> tratta invece di regresso?
> 
> Nel corso della mia carriera di programmatore, mentre gli
> elaboratori che prima erano usati solo da specialisti ed
> appassionati diventavano uno strumento di uso comune, vi
è
> stato un notevole sviluppo tecnico, ma accompagnato da una
> terribile regressione sociale ed etica. In effetti, quasi
> tutti coloro che usano un computer hanno iniziato ad
> usarlo all'interno di un sistema sociale che può solo
> essere descritto come una dittatura.
> 
> Lo sviluppatore del programma controlla ciò che il
> programma fa. Se lo usate, lo sviluppatore controlla ciò
> che potete fare e ciò che non potete fare, e controlla
ciò
> che il programma fa per voi. Perciò, il software che
> credete sia vostro non è nelle vostre mani per servirvi
ma
> per controllarvi. Aziende come Microsoft e Apple hanno
> progettato il software con la specifica intenzione di
> imporvi restrizioni.
> 
> Windows Vista è principalmente un miglioramento nel come
> imporre restrizioni all'utente; ecco perché abbiamo
aperto
> la campagna badvista.org. Alla fine di questa cerimonia vi
> offrirò all'esterno dell'edificio degli adesivi creati
per
> tale campagna, se volete aiutare a spiegare alla gente
> perché non dovrebbe fare il «downgrade» (passo
indietro)
> verso Vista.
> 
> Apple ha progettato il proprio software specificamente per
> imporre restrizioni agli utenti, è una tecnica nota come
> DRM o «Digital Restriction Management» (Gestione
Digitale
> delle Restrizioni). Partecipiamo alle proteste contro
> Apple come partecipiamo alle proteste contro Microsoft:
> potete consultare defectivebydesign.org per avere
> informazioni su come partecipare.
> 
> Google ha progettato il proprio software specificamente
> per imporre restrizioni agli utenti. È la natura del
> programma «Google Earth»: è fatto così proprio per
imporre
> restrizioni a chi lo usa. Ovviamente, non si tratta di
> Software Libero, perché il Software Libero si sviluppa
> sotto il controllo democratico dei suoi utenti. Tramite le
> quattro libertà: la libertà di usare il programma come
si
> desidera, la libertà di studiare il codice sorgente e
> modificarlo perché il programma faccia ciò che si
desidera
> , la libertà di distribuire copie letterali del
programma
> che si è ricevuto (è la libertà di aiutare il
proprio
> prossimo), la libertà di distribuire copie della propria
> versione modificata (è la libertà di contribuire alla
> propria comunità). Con queste quattro libertà sono gli
> utenti, individualmente e collettivamente, che decidono.
> 
> è per questo che il Software Libero non può essere
> progettato per imporre restrizioni: un progetto può
> svilupparsi in senso restrittivo solo in presenza di un
> dittatore, quando qualcuno ha il potere di controllare
> cosa il programma faccia o non faccia. Quando il controllo
> è nelle mani degli utenti, quando gli utenti possono
avere
> il controllo sul proprio uso del computer, nessuno ha un
> potere tale da permettergli di imporre funzionalità
> malevole per limitare gli utenti, per spiarli, per
> aggredirli. Se usate MacOS o Vista, siete completamente
> succubi dello sviluppatore di quel sistema operativo. Tali
> sviluppatori hanno il potere di cambiare a loro
> discrezione il software che gira sul vostro elaboratore
> ogni qual volta la macchina è collegata alla rete.
> L'utente non ha più nemmeno la possibilità di dire
sì o
> no. Il sistema stesso è un'unica, enorme, falla.
> 
> Al contrario, con il Software Libero, voi decidete cosa fa
> il vostro computer, quindi esso sarà al vostro servizio
> invece di soggiogarvi. Il problema del Software Libero è
> perciò non un problema tecnico, ma un problema etico,
> sociale e politico. è un problema di diritti umani per
gli
> utenti del software.
> 
> Gli sviluppatori di software proprietario dicono «nessun
> diritto, siamo noi che abbiamo il controllo, noi che
> dobbiamo avere il controllo; noi pretendiamo il controllo
> totale di quello che il vostro computer fa; implementeremo
> alcune funzionalità e ve le lasceremo usare, ma allo
> stesso tempo possiamo spiarvi mentre le usate, e possiamo
> rimuoverle quando vogliamo». Al contrario, gli
> sviluppatori di Software Libero rispettano la vostra
> libertà, perché questo è il dovere etico di ogni
> sviluppatore di software: rispettare la libertà degli
> utenti dei propri programmi. La creazione di software
> proprietario e soggiogante può talvolta essere
> remunerativa ma non è mai etica, quindi non dovrebbe mai
> avvenire.
> 
> Ma sta a voi far diventare quest'idea realtà. Io, da
solo,
> posso enunciare questi propositi, ma da solo non posso
> realizzarli. Dobbiamo lavorare tutti insieme per
> realizzare libertà e democrazia per gli utenti
> informatici. Questa libertà e questa democrazia sono
oggi
> fondamentali per godere di libertà e democrazia in altri
> aspetti della vita. Proprio ora, alcuni dei più grandi
> fornitori di servizi Internet degli Stati Uniti stanno
> facendo censura politica della posta elettronica. La posta
> proveniente da un'importante organizzazione chiamata
> «truth out» (fuori la verità), di cui forse avete
visto il
> sito truthout.org, viene bloccata da Yahoo, Hotmail e
> WebTV, per cui i loro abbonati non possono riceverla. E
> ciò sta andando avanti da più di una settimana,
nonostante
> le proteste da parte di molti utenti di tali aziende.
> Sembra che le aziende pensino di essere ormai a un punto
> in cui possono tranquillamente ignorare ciò che si dice
di
> loro.
> 
> Tutte le forme di libertà a cui teniamo vengono
> trasformate quando le attività ad esse correlate vengono
> svolte tramite un calcolatore. Dobbiamo perciò
ri-fondare
> queste libertà in modo da poterne godere mentre usiamo
la
> tecnologia digitale. Una parte fondamentale di questa
> ri-fondazione è pretendere che il software che usiamo
sia
> sotto il nostro controllo.
> 
> Non tutti desiderano essere programmatori, non tutti
> possono imparare personalmente come studiare e come
> modificare il codice sorgente. Però, in un mondo dove il
> software sia libero chiunque può, se lo ritiene
necessario
> , pagare qualcun altro per effettuare le modifiche; può
> convincere un parente programmatore a modificare il
> software per conto suo, se lo ritiene veramente
> importante. Potrebbe anche fare una colletta con altri
> utenti per assumere un programmatore. E il semplice fatto
> che ci siano milioni di programmatori in grado di studiare
> e modificare i programmi significa che ove vi siano
> comportamenti malevoli quasi sicuramente qualcun altro,
> con le capacità necessarie, troverebbe e correggerebbe
il
> malfunzionamento, e voi trovereste la versione corretta
> senza fare sforzi eccessivi. Perciò avremmo tutti
> beneficio, sia i programmatori che i non programmatori,
> dalle libertà che ci vengono garantite dal software. La
> libertà di cooperare e la libertà di controllare
> personalmente la nostra vita. Queste libertà vanno di
pari
> passo perché entrambe rappresentano l'opposto della
> sottomissione al potere di uno sviluppatore dittatoriale,
> che può prendere unilateralmente decisioni che nessun
> altro ha la possibilità di modificare.
> 
> Il Software Libero ha una relazione speciale con le
> Università, anzi con le scuole di ogni ordine e grado;
> questo perché il Software Libero favorisce l'istruzione,
> mentre il software proprietario la vieta. Non c'è
> compatibilità tra l'istruzione e il software
proprietario:
> non da un punto di vista etico.
> 
> Il codice sorgente e i metodi realizzativi del Software
> Libero sono parte del sapere umano; la missione di ogni
> scuola è la diffusione del sapere. Il software
> proprietario non è parte del sapere umano, è un sapere
> segreto e confinato, che le scuole non sono autorizzate a
> diffondere. Le scuole che si accorgono di ciò escludono
> dai propri edifici il software proprietario; e così
> dovrebbe fare ogni scuola. Non solo per risparmiare denaro
> (un ovvio vantaggio che stuzzicherà immediatamente molti
> dirigenti scolastici), ma anche per ragioni etiche. Per
> esempio, perché molti sviluppatori di software
> proprietario offrono sconti e copie gratuite del proprio
> software non libero a scuole e studenti?
> 
> Mi è stato detto che Microsoft ha offerto uno sconto ai
> dipendenti di questa università che volessero accettare
le
> nuove luccicanti catene di Windows Vista. Perché
Microsoft
> fa tale offerta? Forse perché vuole contribuire
> all'istruzione? Ovviamente no. Piuttosto, Microsoft e
> altre aziende simili vogliono trasformare l'università
in
> uno strumento per imporre alla società intera la
> dipendenza nel software soggiogante. Si sono accorti che
> se introducono il loro software nelle scuole, gli studenti
> imparano ad usarlo e finiscono per dipenderne. Sviluppano
> una dipendenza. E dopo la laurea possiamo stare sicuri che
> Microsoft e queste altre aziende non offriranno loro altre
> copie scontate. In particolare, non le offriranno alle
> aziende per cui questi non-più-studenti lavoreranno.
Così
> gli sviluppatori di software fanno pressione sulle
> istituzioni scolastiche, per poi fare pressione sulla
> società e spingerla in fondo a un baratro. Questa è
una
> cosa che la scuola non dovrebbe accettare, è l'opposto
> dello scopo della scuola: costruire una società forte,
> capace, indipendente e libera. La scuola dovrebbe
> insegnare ai propri studenti ad essere cittadini di una
> società forte, capace, indipendente e libera. Questo
vuol
> dire insegnare l'uso del Software Libero, non del software
> proprietario. Perciò, nessun corso di questa
università
> dovrebbe insegnare software proprietario.
> 
> Ma per chi è portato a diventare un bravo programmatore,
> c'è un altro motivo per cui le scuole devono insegnare
ed
> usare Software Libero: dall'età di circa 13 anni, alcuni
> ragazzi sono affascinati dal software e vogliono sapere
> tutto su come funziona il loro computer e il loro sistema
> operativo. Chiederanno quindi ai loro insegnanti come
> funziona, e se si tratta di software proprietario
> l'insegnante dovrà dire «mi spiace, è un segreto e
non
> puoi saperlo»; non c'è spazio per l'istruzione. Ma se
si
> tratta di Software Libero, l'insegnante potrà spiegare i
> concetti di base e poi dire «questo e il codice
sorgente,
> leggilo e capirai tutto». Così questi brillanti
> programmatori in erba potranno leggere l'intero codice
> sorgente, poiché ne sono affascinati, e potranno
imparare
> una cosa molto importante: come programmare bene. Non
> occorre insegnare loro come programmare, perché per loro
è
> ovvio come fare, ma programmare bene è un'altra
questione:
> si può imparare solo leggendo molto codice e scrivendo
> molto codice. Solo il Software Libero offre tale
> opportunità.
> 
> Ma c'è una ragione particolare [per insegnare il
Software
> Libero nelle scuole], ed è l'educazione civica. Come
noto,
> la scuola non deve insegnare solo i fatti e le competenze
> ma prima di tutto la buona educazione, l'abitudine di
> aiutare il proprio prossimo. Perciò ogni corso, ad ogni
> livello di scuola, dovrebbe avere questa regola: «se gli
> studenti portano in classe del software, non devono
> tenerlo per sé ma devono condividerne copie con il resto
> della classe».
> 
> D'altronde, la scuola deve svolgere il proprio ruolo; essa
> ha il ruolo di essere un buon esempio. Quindi ogni scuola
> dovrebbe portare in classe solo Software Libero e porsi
> con il proprio software a modello della pratica di
> disseminare il sapere, costruendo una società forte,
> capace, indipendente e libera, incoraggiando la buona
> educazione e l'aiuto alle altre persone. Ogni scuola deve
> migrare al Software Libero, e io chiedo a voi, a quelli di
> voi che sono docenti, impiegati o studenti di questa
> università, di lavorare insieme per attuare la
migrazione
> al Software Libero di questa università, la migrazione
> completa, nell'arco di qualche anno. Si può fare
nell'arco
> di qualche anno, a patto di fare un passo significativo
> ogni anno. Altre università lo stanno facendo o lo hanno
> fatto; anche voi lo potete fare. Occorre solo rifiutare
> l'inerzia sociale come ragione per scivolare sempre più
in
> fondo al baratro.
> 
> Per chi vuole, alla fine della cerimonia all'esterno della
> sala avrò varie cose della Free Software Foundation che
> potreste trovare interessanti. Potete appoggiare la Free
> Software Foundation andando su fsf.org e diventando
> membri. Per avere informazioni sul movimento del Software
> Libero e sul sistema operativo GNU, come pure per trovare
> le distribuizioni completamente libere del sistema
> operativio GNU/Linux, visitate gnu.org.
> 
> Grazie.
> 
> 
> fonte
> http://www.linuxvalley.it/news/news.php?IdNews=8281
> -- 
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> ---------------------------- Cortesemente non allegatemi
> files con formati proprietari Utilizzate alternativamente
> files con formati aperti e certificati  Per maggiori info:
>
http://www.uni.com/uni/controller/it/comunicare/articoli/2007_1/odf_26300.htm
> http://old.opendocumentfellowship.org/Italia/HomePage
> http://www.fsf.org/philosophy/no-word-attachments.it.html 
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