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Katjia Mirri katjia.mirri a nekhem.com
Ven 7 Set 2007 13:37:47 CEST


Replying to Stefano Kewan Lee (Fri, Sep 07, 2007 at 12:02:38PM +0200):

->No, se nel proteggere il proprio diritto l'autore calpesta i diritti degli
->utenti su quello che hanno regolarmente acquistato: copia per uso privato,
->riproduzione su altri dispositivi sempre di proprietà dell'utente, ecc...
->Se i DRM impediscono questo calpestano i miei diritti, e quindi ho tutte
->le ragioni per protestare.

Si, è vero. E' l'escalation delle reazioni. L'editore (spesso più che
l'autore) vede copie andare in giro senza che lui riceva soldi, e allora da
un giro di vite eccessivo, che ingenera contoreazioni e si va a finire a
conseguenze assurde e ci andiamo di mezzo tutti. 
Da qualche tempo purtroppo in ufficio ci abbiamo a che fare e così ho scoperto che
quello che comunememte viene definito come "il drm" è in realtà un oggettino
piuttosto complesso e di piuttosto ampia configurazione (si, ho scoperto
l'acqua calda, lo so).
Ad esempio si può definire in sede di incapsulamento (l'applicazione del drm
al file) gli usi che sono consentiti e gli usi che non lo sono. E possono
essere indicati il numero di copie permesse, se sia permesso o meno il burn
su cd, se sia permesso l'ascolto e se per un numero finito o infinito di
volte, se sia permesso il trasferimento su altro mezzo e altri più esotici
usi.
In pratica non esiste un unico drm con una solo modo di usarlo. Esistono
moltissime combinazioni di restrizioni decise dall'autore (forse).
Dunque puoi perfettamente trovare un autore che ti permette di fare fino a
tre copie su HD ma non un burn su cd, oppure un numero limitato di ascolti di
un brano o un numero infinito.
E lì è sempre l'autore che decide che cosa ti lascia fare e cosa no con la
sua ... arte ... .
Quindi al limite se proprio qualcuno calpesta i diritti di ascolto e di
copia personale, non è il drm, ma l'autore o chi per esso. 

Non ho intenzione di inoltrarmi nel pantano insidiosissimo dei diritti di
chi produce e di chi invece ascolta, perchè tra legislazione, comune
sentire e principi di libertà non che di condivisione, sarebbe una discussione 
parzialmente inutile ma molto adatta a sterili sfoghi emotivi.

In ogni caso al momento il DRM per l'audio è legato al Windows MediaPlayer e
quindi a noi "poveri" non-utenti windows è negato spesso l'accesso a queste
informazioni, dato che non possiamo decrittare i file audio wma aventi il
drm a meno di crack (magari per scoprire che il gioco non vale la candela). 
Sul video non so bene come siamo messi, in genere i DVD che compero li vedo
quasi tutti con linux, tranne poche eccezioni (che secondo me sono solo fatti
con i piedi dato che neppure windows scarica nulla da alcun sito per potermi
far vedere il dvd acquistato, quindi il drm in quei casi non c'entra nulla).

Se però si applica il principio secondo cui più si stringe la presa e più
violenta è la resistenza che si incontra, la vedo come una strada che non ha
una applicazione a lungo termine. E non solo per il grimaldello cinese, che
non credo (mia ipotesi) si orienterà mai a creare hardware comprensivo di drm. 
Proprio per la difficile resistenza alla prova del tempo del giro di vite.
Si, i cinesi si arrangiano alla loro maniera, sconvolgendo equilibri che da
troppo tempo si sono instaurati. E questa è la crepa nel muro
costituito dai costruttori di processori più diffusi e questa crepa
potrebbe far saltare tutte le alleanze.
Rifornitevi di pop-corn perchè ne vedremo delle belle, secondo me.

E buon fine settimana a tutti

-- 
Katjia Mirri <katjia.mirri a nekhem.com>

Un corpo immerso in un liquido riceve una spinta verso l'alto di 
una maleducazione, di una cafonaggine, che non si può neanche più fare  
il bagno in questo paese.

Brunello Robertetti alias Corrado Guzzanti


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